Nessun colpevole per l'inquinamento causato dalla discarica di Trani negli anni fra il 2011 e il 2014, che per un certo periodo causò anche il blocco dei pozzi: il tribunale di Trani ha assolto i 19 imputati del processo per disastro ambientale, tra i quali gli ex sindaci Giuseppe Tarantini e Luigi Riserbato. Si trattava, nello specifico, di 18 persone fisiche e della società Amiu, individuata come responsabile amministrativo.


Il processo si è chiuso a cinque anni dal rinvio a giudizio e a dieci dagli ultimi fatti contestati, con grande soddisfazione di imputati e avvocati. 


Le accuse, ipotizzate a vario titolo prima dal pm Michele Ruggiero e poi dal collega Francesco Tosto, erano disastro ambientale, omissione in atti d'ufficio, emissioni in atmosfera non autorizzate, concor so in turbata libertà degli incanti, corruzione aggravata e gestione continuata di rifiuti in mancanza dell'Aia (l'Autorizzazione integrata ambientale).


Sono stati assolti gli ex sindaci tranesi Tarantini e Riserbato (per i quali era stata chiesta la condanna a un anno e sei mesi); l'amministratore delegato di Amiu fino al 2012 Francesco Sotero (chiesti due anni); Antonella Ruggiero, amministratrice Amiu fino al 2014 (due anni e mezzo); Michele Zecchillo, direttore tecnico della discarica (tre anni); i dirigenti della Regione Antonello Antonicelli, Giuseppe Tedeschi, Giuseppe Maestri e Caterina Dibitonto (per i quali era stata chiesta la pena di un anno). 


Assolti anche gli ex assessori comunali Giuseppina Chiarello e Giuseppe De Simone; Giuseppe Affatato, già dirigente dell'Ufficio tecnico; Francesco Toma e Pasquale Sorrenti, consiglieri di amministrazione della società fino al 2012; Domenico Angiolella, capo del settore tecnico e responsabile della sicurezza della discarica; Antonio Peluso, coordinatore area amministrativa Amiu; Pasquale Abbaticchio, responsabile del laboratorio firmatario dei rapporti di prova commissionati da Amiu; Pietro Elia Abbaticchio, direttore tecnico dello stesso centro. Per questi nove imputati era stata la stessa Procura a chiedere l’assoluzione. I reati di omissione di atti d'ufficio, gestione non autorizzata di rifiuti e emissioni non autorizzate sono stati dichiarati prescritti.


La tesi prospettata dalla Procura era che la mancata realizzazione di un impianto di captazione e trattamento del biogas, nel complesso della discarica, avrebbe determinato un grave inquinamento atmosferico: poi la sostanza, esercitando una forte pressione sulle pareti della discarica, ha poi determinato la fuoriuscita di percolato con conseguente dispersione in falda. L'impianto fu sequestrato nel corso delle indagini. 


Ritenendo che il percolato si fosse infiltrato nelle acque sotterranee, per un certo periodo le autorità competenti disposero il divieto di utilizzare l’acqua dei pozzi nella zona.


A difendere gli imputati c'erano, fra gli altri,  gli avvocati Alessandro Dello Russo, Salvatore D'Aluiso, Mario Malcangi, Michele Laforgia, Domenico Di Terlizzi, Rinaldo Alvisi, Roberto Eustachio Sisto.


Per Amiu, assolta dalla contestata responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, era stata chiesta la condanna alla sanzione amministrativa pari a 200 quote societarie del valore di mille euro ciascuna.


Fonte: La Repubblica-ed. Bari 2 febbraio 2024