Il Tribunale di Bari ha assolto «perché il fatto non sussiste» due medici dall'accusa di cooperazione nel delitto di omicidio colposo. Nessuna negligenza, imprudenza e imperizia con riferimento al decesso di un uomo giunto nel marzo 2015 nell'ospedale di Putignano a seguito di un tentativo di suicidio, dopo avere assunto farmaci e poi deceduto in reparto per arresto cardio respiratorio determinato da intossicazione di farmaci. A nulla, purtroppo, è valsa la lavanda gastrica e la somministrazione di gastroprotettori.
Stando alle indagini della Procura di Bari, i due professionisti, Michele Cofano, oggi 57enne, all'epoca dei fatti medico di turno nel reparto di Medicina dell'ospedale di Putignano, e Francesco Fulvio, oggi 70enne, all'epoca dei fatti medico di guardia attiva interdivisionale del medesimo nosocomio, avrebbero omesso di monitorare il paziente mediante il controllo frequente di parametri (pressione arteriosa e glicemia), «in tal guisa non accorgendosi del progressivo peggioramento delle condizioni di salute» del paziente «praticamente abbandonato in reparto», si legge nel capo d'accusa.
Ma la termine del processo, la prima sezione penale del Tribunale di Bari ha assolto Fulvio, assistito dagli avvocati Roberto Eustachio Sisto, Angelo Loizzi e Claudia Lavalle (studio Fps) e Cofano, assistito dall'avvocato Vincenzo Rizzo, estranei all'accusa di avere colposamente concorso a causare il decesso del paziente. Il termine per il deposito della motivazione della sentenza è stato fissato dal giudice in 90 giorni.